30 maggio 2017

An die Freude: dunque inno alla gioia*


An die Freude: dunque inno alla gioia*

La Nona di Beethoven è stata insieme la protagonista del concerto di chiusura della XIII Stagione Sinfonica della Fondazione Promusica e dell’apertura del festival antropologico Pistoia-Dialoghi sull’uomo, arrivato alla sua VIII edizione.

Un commento all’esibizione:

“Il concerto del dopoconcerto.

La nona sinfonia di Beethoven in teatro a Pistoia in data 26 maggio 2017. Orchestra Leonore con  Daniele Giorgi.

AN DIE FREUDE. Dunque inno alla gioia: un classico che più classico non si può nel contesto in cui visionarietà e rivoluzione si associano indissolubilmente inseguendo ossessivamente il sogno dell’uomo e dei suoi adorati ideali.

Il senso della gioia esplode tante volte nel tessuto dei grandi lavori sinfonici: è sempre una gioia ansiosa, disperata, potente e malinconica. Basti pensare al Canto della Terra di Mahler, a tutte le sue sinfonie o al quel capolavoro scintillante che Messiaen ha composto cantando l’amore e la gioia nella sinfonia Turangalila.

L’estasi contagia il popolo che diviene quasi adorante quando combinazioni virtuose si incrociano in traiettorie misteriose e vaganti come lucciole nelle notti di primavera, dichiarando, eterno, l’amore come materia di sangue e di pensiero uniti.

Il teatro si è ritrovato con il fiato sospeso, lungamente sospeso, in una atmosfera surreale come surreale era l’idea ammantata di inspiegabilità sul come si possa produrre un esito così alto nella assoluta mancanza di un elemento essenziale, proprio come l’assurdità di associare il concetto di camminare senza disporre delle gambe o di viaggiare su un’auto senza le ruote. Eppure questo mostro di granito scolpito, fragile e inerme come la tenerezza di un bambino, ci riesce e lo fa con un lungo scatto mentale, quasi privo di una fisicità ormai accessoria: esalta la pienezza di un mondo che c’è, diciamolo una volta per tutte, che c’è nel progetto essenziale di fondo, nello schema che dà senso alla vita.

Lode vera a chi riesce a trarre da una simile materia lo spunto necessario a esaltare il meglio di chi si è posto seriamente di fronte all’evento. Orchestra giovane, fresca e veloce; concertazione e direzione pregevoli nel disporre al meglio la combinazione utile di piacere e di intelligenza affinché, dopo ripetute e inesauribili chiamate sul proscenio, la gente se n’andasse felice a dormire con le guance arrossate e il bisogno impellente di dirsi nel profondo l’importanza di esserci stata in quel posto, in quell’ora sublime.”

*di Riccardo Ballati, VicePresidente della Fondazione Pistoiese Promusica e Presidente dell’Associazione Amici della Musica di Pistoia.