Chiesa dello Spirito Santo Mappa interattiva  

Piazza dello Spirito Santo - Pistoia

L'edificazione della chiesa risale al 1647 e fu voluta dai Gesuiti, i quali, giunti a Pistoia nel 1635, avevano rivolto le loro forze all'erezione del collegio, ora addossato al fianco sinistro della chiesa. La chiesa era terminata nella parte strutturale nel 1660, e da allora fu possibile procedere, da parte delle maggiori famiglie pistoiesi, alla sua decorazione interna. I Rospigliosi, e in particolare il futuro papa Clemente IX, si prodigarono molto per dare all'edificio il giusto decoro. A Giulio Rospigliosi, infatti, spetta l'aver commissionato l'altare maggiore a Gian Lorenzo Bernini, la pala a Pietro da Cortona, e, probabilmente per un suo preciso interessamento, si deve a lui la venuta a Pistoia dell'organario fiammingo Willem Hermans. La chiesa appartenne all'ordine fino al 1773, e successivamente, a causa della soppressione della Compagnia di Ges¨ da parte del papa Clemente XIV, pass˛ nel 1774 alla Congregazione dei Preti dello Spirito Santo. Quest'ultima, subendo la stessa sorte dei gesuiti, nel 1783 dovette abbandonare la chiesa, la quale mantenne, per˛, sia il nome che lo statuto di parrocchia - ottenuto nel 1777 . Nell'Ottocento essa fu sottoposta a pochi lavori di ristrutturazione, tra cui il consolidamento della volta e il rifacimento del pavimento. Ú a partire dagli anni sessanta di questo secolo che, essendosi verificati gravi danni alla staticitÓ dell'edificio per dissesti idrogeologici, Ŕ stato necessario un esteso intervento di restauro, completatosi nel 1988. La chiesa originariamente era dedicata a Sant'Ignazio di Loyola e fu progettata dal padre gesuita Tommaso Ramignani (1596-1657). Di lui conosciamo anche altre due opere esistenti a Pistoia quali San Pier Maggiore e il Monastero della Sala, che nel quadro dell'architettura borocca toscana costituiscono un pregevole esempio. La facciata esterna della chiesa Ŕ a filari irregolari di pietre, ha un portale molto semplice privo di elementi decorativi. Sulla fiancata destra, oltre alla porta d'ingresso laterale alla chiesa, si aprono alcune finestre che corrispondono al corridoio interno che corre sopra le cappelle laterali. Il campanile si eleva sulla destra dell'edificio ed Ŕ aperto all'altezza della cella campanaria da quattro grandi finestre a tutto sesto. L'interno Ŕ ad aula con volta a botte e con quattro cappelle laterali tra loro comunicanti. Queste sono aperte verso l'interno della chiesa da un arco inquadrato da due lesene, le quali, essendo presenti nel catino absidale in coppia, intensificano qui il loro effetto di scansione ritmica degli spazi e ne accentuano la prospettiva. Nella parete compresa tra due lesene sono state ricavate nicchie e confessionali e si affacciano le finestre dei coretti. Un ballatoio sostenuto da mensole corre ininterrottamente per tutto il perimetro della chiesa e costituisce un elemento di cesuara tra la parte inferiore e quella superiore della volta, la quale presenta nervature in corrispondenza delle lesene e tre grossi finestroni per lato . L'architettura della chiesa mostra un carattere eclettico: pur riallacciandosi alla tradizione della prima generazione delle chiese gesuitiche e quindi al rigorismo post-tridentino, quali la chiesa del Ges¨ a Roma o il San Giovannino dell'Ammannati, stilisticamente essa richiama esempi del primo manierismo toscano di derivazione sangallesca (Dalla Negra, Ruschi, 1988).